Gli oracoli del Festival Aperto
Dal 29 settembre al 4 novembre: musica, danza, teatro, arti performative e installative
Il Festival Aperto, in seno a Fondazione I Teatri e Reggio Parma Festival, si svolgerà a Reggio Emilia dal 29 settembre al 4 novembre 2012: musica, danza, teatro, arti performative e installative dalle produzioni più recenti e prestigiose del panorama nazionale e internazionale. Manteia (in greco: Oracoli) è il titolo sotto il quale tutti gli eventi – per quanto diversi fra loro – sono ricompresi. Un tema che tocca direttamente il mito antico (Delfi), ma altrettanto è riportato all’oggi, alla Grecia odierna per esempio, vittima di “cattivi oracoli” finanziari; mentre i “buoni oracoli” – gli artisti – intrecciando futuro e passato, tentano altre risposte che in effetti sono nuove domande, mettono in guardia, illuminano molte strade, talvolta scaldano i cuori. Ad artisti oracoli dedica attenzione e approfondimento il festival Aperto 2012: i compositori e musicisti John Cage, Arnold Schoenberg, Paolo Fresu, Anthony Braxton, Matthew Herbert, Piero Milesi, il poeta Yannis Ritsos cui dà voce Moni Ovadia, gli artisti Christian Boltanski, Franck Krawczyk, Jean Kalman, i coreografi Merce Cunningham, Maguy Marin, Dada Masilo, Emanuel Gat, Joseph Nadj, Paulo Ribeiro, Mauro Bigonzetti e la giovane scena coreografica italiana nelle sue manifestazioni più dinamiche e innovative.
Oracoli sonori
Nell’arte contemporanea, le installazioni di Christian Boltanski si distinguono per un lavoro profondo lucido ed emozionante sul dolore e sulla memoria. Con lo scenografo Jean Kalman e il compositore Franck Krawczik, Boltanski ricrea in un allestimento completamente rivisitato Tant que nous sommes vivant (26, 27, 28 ottobre Teatro Valli) progetto già commissionato e prodotto dalla Fondazione I Teatri nel 2005 e oggi ripreso in una nuova versione.
Il tema del festival si fa esplicito nello spettacolo Grecità. Cantata su versi di Yannis Ritsos di e con Moni Ovadia, prima assoluta prodotta dalla Fondazione I Teatri /Festival Aperto (19, 20, 21 ottobre, Teatro Cavallerizza). È stata la recente scomparsa di Piero Milesi, compositore e uomo di cultura, ad aver acceso in Moni Ovadia la voglia di tornare su un vecchio lavoro creato nel 1991 proprio con Milesi.
Strani-Ieri della Compagnia Tedacà è uno spettacolo sull’emigrazione interna in Italia tra gli anni 50 e 70 (24 ottobre, Teatro Cavallerizza). Spettacolo vincitore del Premio Museo Cervi 2011, esso racconta questa nostra storia di sradicamento dal punto di vista dei migranti.
Paolo Fresu non è soltanto il trombettista che tutti conosciamo; è un profondo conoscitore della storia musicale e molto altro: il Festival gli ritaglia un week-end (5, 6, 7 ottobre Teatro Valli) interamente dedicato, affidandogli carta bianca. In vista, due concerti: il primo con il classico Paolo Fresu Quintet, il secondo con Fresu e l’Alborada String Quartet, inconsueta formazione tromba/archi. La Carte blanche à Paolo Fresu è una commissione del Festival Aperto.
Anthony Braxton – Diamond Curtain Wall Quartet (15 ottobre Teatro Valli) Universalmente acclamato dal pubblico e dalla critica come figura fondamentale della musica dei secoli tardo XX e XXI, il suo lavoro come sassofonista e compositore ha aperto nuove vie, tecniche e concettuali. Un autentico oracolo, o forse profeta, della contemporaneità.
Matthew Herbert Big Band (1 novembre Teatro Valli) Musicista e performer elettronico, produttore, attivista, compositore, Matthew Herbert a un certo punto della carriera, si è fatto anche mago d’orchestra: la sua big band di 20 elementi. Il lavoro fatto da Herbert per questo progetto, parte dagli arrangiamenti orchestrali.
Arnold Schoenberg / John Cage. Il 2011 è stato un anno-Schoenberg (60° della morte), il 2012 un anno-Cage (100° della nascita e 20° della morte). Di qui l’omaggio ai due compositori, “oracoli” quant’altri mai delle avanguardie della prima metà e, rispettivamente, della seconda metà del XX secolo.
Per Schoenberg tre concerti: il primo cameristico (Quartetto Verdi) (10 ottobre Teatro Cavallerizza) interamente dedicato a Schoenberg, è seguito da un concerto corale (Coro del Comunale di Bologna) (12 ottobre Teatro Cavallerizza) che mette in relazione Schoenberg e la tradizione, Brahms nella fattispecie, e da un concerto per ensemble (FontanaMix) (14 ottobre Teatro Cavallerizza) focalizzato sulla relazione, inversa, con le avanguardie posteriori, Cage compreso.
Su Cage, il Teatro Valdoca nei Chiostri di San Pietro presenterà un progetto (Cage’s Parade), (29 settembre) fatto di elementi musicali, teatrali e coreutici flessibili e rimodulabili.
Calate nel medesimo contesto, la serie di performance per percussioni e chitarra elettrica del duo Simone Beneventi - Flavio Virzì (30 settembre Chiostri di San Pietro) .
Una finestra sulla danza
Per il secondo anno consecutivo il Festival Aperto apre una finestra sulla danza contemporanea italiana. È il segno di un’attenzione non episodica a un universo artistico indipendente per davvero, anche perché poco assistito dalla mano pubblica.
Quest’anno l’attenzione è focalizzata sugli “innovatori”, di diversa estrazione generazionale, siano essi ventenni o quarantenni.
Il progetto si articolerà in diversi luoghi. Innanzitutto nello spazio urbano – all’aperto o in locali pubblici – attraverso una serie di micro performance, inattese e sorprendenti, affidate al giovanissimo Collettivo Cinetico. Poi i Chiostri di S. Pietro, infine alla Cavallerizza, luogo teatrale contemporaneo, affidato agli “innovatori” già affermati e riconosciuti dalla critica e dal pubblico.
Le CCN – Ballet de Lorraine presenta un programma di tre titoli di coreografi diversi (20 otobre Teatro Ariosto), Paulo Ribeiro (White Feeling), talento portoghese della coreografia; di Maguy Marin (Duo d’Eden), con un lavoro sull’amore e l’età dell’innocenza; di Merce Cunningham (Fabrication), grande maestro e “oracolo” del contemporaneo, fra l’altro amico e sodale di John Cage.
La Compagnia Aterballetto ripropone in forma coreografata il mito di Orfeo con Canto per Orfeo, (13 e 14 ottobre Teatro Valli) di Mauro Bigonzetti.
Un Lago dei Cigni – paradigma di biancore ed europeità –, nero e africano: è il progetto di Dada Masilo da Johannesburg (30, 31 ottobre Teatro Ariosto). Con questo Swan Lake, la sua creazione forse più compiuta, Masilo si appropria della musica, dei tutu e delle punte di Ciajkovskij con la forza di una compagnia di undici danzatori africani, dona al grande classico un nuovo soffio e nuova vita,
Brilliant Corners di Emanuel Gat (3 novembre Teatro Ariosto) è un terreno di gioco coreografico per un gruppo di dieci danzatori: Atem “Le souffle”(2,3 e 4 novembre Teatro cavallerizza) è un creazione di Josef Nadj e Anne-Sophie Lancelin per il Centre Chorégraphique National D’Orléans.
Ad eccezione di Fabrication e Brilliant Corner, tutti i titoli sono in prima italiana; Canto per Orfeo in prima assoluta.
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La storia ricalca fedelmente il testo di Shakespeare arricchendolo di inserti e suggestioni tratti dalla riscrittura di Carmelo Bene. Riccardo vive tra la corte e il suo camerino. Tra complotti e menzogne, mette in scena il suo teatro politico. Lady Anna vive chiusa tra le mura del castello, trascorrendo la maggior parte del tempo nella propria camera da letto. Consapevole del destino cui andrà incontro, cerca di conoscere i segreti del suo consorte – e così scopre il teatro. Inizialmente pensa di usare trucchi e stratagemmi per salvare se stessa, ma di fronte alla crudeltà di Riccardo, che non esita a condannare a morte i giovanissimi eredi al trono pur di diventare Re, rompe gli indugi e si impossessa delle armi della finzione e della menzogna. Ucciderà Buckingham, prenderà il posto del sicario Tyrrel e racconterà a Riccardo di omicidi mai avvenuti. Lo terrà buono spacciandosi per la regina Elisabetta e promettendone la figlia in sposa. Usando i suoi stessi copioni, avvelenerà la spada con cui Riccardo si ferirà condannandosi a morte. Una morte che Lady Anna si godrà spacciandosi per lo spettro delle vittime e tormentando Riccardo fino allo stremo. Riccardo morirà solo, abbandonato da tutti.